Un passo verso il successo scolastico e il benessere emotivo.
Sono molti i bambini che nel corso della scuola primaria o secondaria incontrano difficoltà nell’apprendimento e nello studio. Queste criticità spesso non sono riconducibili a una mancanza di impegno o motivazione ma a disturbi di origine neurobiologica, ovvero i “disturbi specifici dell’apprendimento (DSA)”.
I DSA sono un gruppo eterogeneo di disturbi che si manifestano con difficoltà nell’acquisizione e nell’automatizzazione delle abilità di lettura, scrittura, calcolo e comprensione del testo. Queste criticità possono comportare delle fatiche a livello scolastico (es. Scarso rendimento scolastico o difficoltà nell’acquisizione dei contenuti) e possono impattare negativamente sul benessere psicologico, emotivo, scolastico e familiare del bambino.
Quando si riscontra una fatica a livello scolastico, la prima cosa da fare è una valutazione approfondita degli apprendimenti al fine di individuare le difficoltà che il bambino incontra nel processo di apprendimento (emotive, neurobiologiche o connesse al metodo di studio) e le risorse a disposizione per strutturare delle strategie, efficaci ed efficienti, di apprendimento e studio.
Dott.ssa Martina Valdemarca
Nel mio studio è possibile svolgere l’intera valutazione degli apprendimenti, così come previsto dalla normativa di legge. Ciò permette una visione globale del funzionamento del bambino/ragazzo e un intervento a 360 gradi. L’iter valutativo comprende un primo colloquio anamnestico, la valutazione del quoziente intellettivo e delle abilità cognitive, la valutazione degli apprendimenti scolastici e un colloquio di restituzione di quanto emerso
L’iter completo di valutazione, dal colloquio anamnestico a quello di restituzione, è di circa 30 giorni.
Al termine della valutazione il nostro lavoro continua: ci occupiamo di comunicare alla scuola quanto emerso, collaborando con gli insegnanti per la stesura del piano didattico personalizzato (PDP) che favorisca la riuscita scolastica; ti aiuteremo a sviluppare un metodo di studio efficace rispetto al profilo di funzionamento emerso e ad affrontare eventuali difficoltà emotive connesse alla scuola.
Secondo la normativa vigente, la valutazione delle abilità di lettura e scrittura può avvenire dalla fine della seconda classe della scuola primaria, mentre la valutazione dell’area del calcolo al termine della terza classe.
Dalla prima classe della scuola primaria, possono già emergere delle fatiche rispetto agli apprendimenti iniziali, in questo caso è possibile svolgere una valutazione di screening (non finalizzata alla diagnosi), utile per impostare un potenziamento mirato che sostenga lo sviluppo delle competenze richieste in ambito scolastico.
Quando le difficoltà sono lievi e ben compensate, può capitare che la diagnosi arrivi più tardivamente, alle scuole medie o all’ingresso della scuola superiore. In questi casi, si riscontra spesso una fatica scolastica caratterizzata da ripetuti fallimenti o un eccessivo sforzo per attendere le richieste scolastiche, questi aspetti possono celare dei disturbi sottostanti ma diagnosticati.
Non è mai troppo tardi per fare una valutazione completa, soprattutto se le difficoltà sono trasversali ai diversi percorsi scolastici.
L’obiettivo della diagnosi, in generale ma in particolare in età tardiva, è quello di definire strategie, utili e funzionali, di apprendimento e studio che limitino l’eccessiva fatica, la frustrazione e l’insorgere di un sentimento di incompetenza presa rispetto alla scuola.
Esistono diverse tipologie di DSA che vedremo qui di seguito.
· Il Disturbo della Lettura (Dislessia) riguarda l’automatizzazione delle regole di lettura. I bambini con Dislessia sono più lenti della norma nella lettura e/o commettono più errori dei coetanei;
· Il Disturbo della Comprensione del Testo che si caratterizza come la difficoltà a comprendere un testo scritto, i suoi nessi logici, a discriminare gli aspetti principali da quelli secondari e a rispondere a domande relative a quanto letto;
· Il Disturbo della scrittura (Disortografia) riguarda l’acquisizione e l’automatizzazione delle regole ortografiche. I bambini con disortografia commettono più errori ortografici rispetto ai coetanei (es. doppie, accenti, ecc.);
· La Disgrafia riguarda la componente grafica della scrittura (velocità e leggibilità). I bimbi che presentano questa difficoltà solitamente hanno una scrittura poco leggibile, spesso incomprensibile, difficoltà nella gestione dell’ordine spaziale sul foglio, oppure una scrittura molto ordinata e precisa ma caratterizzata da una lentezza nel tratto grafico;
· Il Disturbo del Calcolo (Discalculia) riguarda le procedure di calcolo e il senso del numero. I bambini discalculici possono faticare a leggere, scrivere e ripetere i numeri, a riordinare i numeri in una sequenza, a contare, ad apprendere le tabelline, decidere se è un numero è più grande di un altro all’interno di una serie o a fare dei calcoli.
