Aiuta tuo figlio a superare la bassa autostima con l’aiuto di uno psicologo esperto

Aiuto professionale per riconoscere, comprendere e rafforzare la fiducia di tuo figlio in sé stesso.

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Quali sono i comportamenti che indicano una bassa autostima?

Come posso aiutare mio figlio se ha poca fiducia in sé?

L’autostima è il valore che ogni persona attribuisce a sé stessa (Galimberti, 1999). E’  il risultato dello sguardo che l’individuo volge a sé, al proprio aspetto fisico, alle proprie emozioni, alla propria vita sociale ed affettiva, alle proprie competenze,  ai propri risultati personali e professionali.

Essa deriva da una valutazione globale e relativamente stabile che l’individuo costruisce giorno dopo giorno attraverso le sue esperienze di vita e l’interazione con gli altri, mediante il continuo confronto tra i successi realmente ottenuti (Sé reale) e le aspettative ad essi relative (Sé ideale) (James W.;  1901). 

Si parla di alta autostima quando la discrepanza tra il Sé Reale e il Sé Ideale è limitata. Gli individui con questa caratteristica sono in grado di riconoscere realisticamente di possedere sia pregi sia difetti; si impegnano costantemente a migliorare le proprie criticità e ad apprezzare i propri punti di forza. Inoltre, perseguono i propri obiettivi con perseveranza e mostrano minore sensibilità al fallimento o all’errore, relativizzando l’ insuccesso e considerandolo un aspetto normale del processo di apprendimento. Questa condizione favorisce una maggiore apertura verso l’ambiente, una superiore autonomia e una solida fiducia nelle proprie capacità.

Al contrario, una persona con bassa autostima tende a dare un valore sproporzionato alle proprie debolezze, sminuendo o trascurando i punti di forza. Questo comporta una maggiore propensione a evitare situazioni percepite come difficili o al di sopra delle proprie possibilità, per il timore del rifiuto o del fallimento. Tali individui difficilmente riescono a superare i sentimenti di delusione connessi all’insuccesso, risultano estremamente sensibili alle critiche, manifestano scarsa autonomia e spesso dipendono eccessivamente dall’approvazione esterna per validare il proprio valore.

Sostenere l’autostima richiede ascolto, incoraggiamento realistico e la costruzione di piccole occasioni di successo, oltre al coinvolgimento in attività che permettano di esprimere capacità e talenti.

Dott.ssa Martina Valdemarca

Psicologa e Psicoterapeuta

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Orari: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19

Quali sono i segnali di un bambino o di un ragazzo con bassa autostima?

Le persone con bassa autostima tendono a manifestare una serie di caratteristiche emotive, comportamentali e cognitive che si mantengono relativamente stabili nel tempo e che possono determinare difficoltà di varia entità. Alcuni dei segnali che caratterizzano i bambini che presentano tale aspetto sono:
  • Svalutazione del Sé: si esprime attraverso schemi di pensiero negativi come: “non sono capace”, “non ci riesco”, “non valgo abbastanza”, “sbaglio sempre”, ecc.
  • Ipercriticismo e perfezionismo: un giudizio rigido e inflessibile verso sé stessi
  • Reazioni emotive intense: ansia, vergogna e disagio marcati di fronte ad attività nuove o a richieste prestazionali (es. gare, verifiche, giochi competitivi) mentre rabbia, tristezza e frustrazione sono sperimentati in situazioni di errore o di critica
  • Tendenza all’evitamento:: difficoltà o rifiuto ad affrontare attività nuove/difficili per paura di sbagliare o di non essere “abbastanza bravi
  • Difficoltà interpersonali:: si relazionano solo con figure note (es. compagni di classe) mentre esprimono difficoltà o rifiuto nel socializzare con persone nuove o nel partecipare ad attività di gruppo
  • Bisogno eccessivo di rassicurazione: ricerca continua di vicinanza e conferma da parte dell’adulto o dei coetanei di riferimento.
  • Conformismo e acquiescenza tendenza marcata a soddisfare i bisogni degli altri per ottenere approvazione, spesso a discapito dei propri.
  • Indecisione: difficoltà a prendere decisioni, anche su questioni semplici (es. cosa mangiare a merenda).
  • Ipersensibilità alle critiche: le critiche o i rimproveri vengono vissuti come attacchi personali al proprio valore personale
  • Tendenza al confronto negativo: si paragonano costantemente agli altri percependosi come inferiori.
  • Comportamenti esternalizzanti: manifestazioni aggressive o provocatorie utilizzate per attirare l’attenzione, spesso come maschera di una profonda insicurezza.
  • Iper-accondiscendenza: eccessiva adesione alle scelte o decisioni altrui a causa del timore di deludere o di non essere accettati dal gruppo. Negli adolescenti questo può determinare la sperimentazione di attività rischiose o dannose

Hai bisogno di supporto per superare la bassa autostima di tuo figlio o tua figlia?

Come verrebbe strutturato un percorso personalizzato per superare la bassa autostima nei bambini o nei ragazzi?

La presa in carico psicoterapeutica per bambini che presentano bassa autostima si articola in diverse fasi:

1.  Fase di assessment iniziale e psicoeducazione

Questa fase è caratterizzata da colloqui approfonditi con i genitori e il bambino, osservazione delle dinamiche familiari e dei modelli di attaccamento, definizione di obiettivi condivisi e la psicoeducazione al bambino e ai genitori, al fine di promuovere una migliore comprensione della problematica emersa.

2.  Intervento terapeutico sul bambino

In questa fase si lavora sullo sviluppo del Sé e sulla consapevolezza emotiva del bambino. Si mira a potenziare le competenze di problem solving, le abilità sociali, l’autoregolazione emotiva e la tolleranza alla frustrazione. Inoltre, si potenziano le abilità comunicative e un dialogo interno (self talk)  positivo, costruttivo ed efficace. L’intervento utilizza il colloquio, il gioco (play therapy), il disegno terapeutico e la biblioterapia.

3. Intervento terapeutico sul sistema familiare

Il lavoro sulla famiglia è fondamentale per la stabilità e il mantenimento nel tempo dei cambiamenti raggiunti dal bambino. L’obiettivo è supportare i genitori nel riconoscere le modalità educative che rinforzano l’autostima, promuovere una comunicazione più valida e incoraggiante, e aiutare a stabilire aspettative realistiche e coerenti.

Nel percorso lavoreremo insieme, fornendo a te, come genitore, e a tuo figlio tecniche strategie personalizzate per gestire efficacemente le situazioni che vi creano disagio e migliorare il benessere di tutta la famiglia.

Perchè affidarsi ad una specialista per la bassa autostima nei bambini o nei ragazzi?

Comprendere le cause e prevenire difficoltà future

La psicoterapeuta è in grado di identificare le cause profonde del disagio del bambino distinguendo in modo cruciale ciò che è transitorio da ciò che richiede un intervento strutturato. L'impiego di tecniche specifiche e scientificamente fondate non solo aiuta a risolvere la problematica, ma mira anche a potenziare le risorse e le capacità di adattamento del bambino e della famiglia, aiutandoli a prevenire difficoltà future.

Offrire al bambino uno spazio sicuro e strumenti specifici

La terapia permette al bambino di esprimersi liberamente e di sviluppare competenze emotive e cognitive attraverso tecniche adeguate all'età.

Coinvolgere e sostenere la famiglia nel cambiamento

Il terapeuta aiuta i genitori a capire come accompagnare il bambino, modificare eventuali dinamiche che alimentano l’insicurezza e rafforzare i processi ottenuti in terapia, promuovendo il benessere e sostenendo il cambiamento dell'intero nucleo familiare.

Chi sono: Dott.ssa Martina Valdemarca.

Sono una psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo comportamentale.

Amo profondamente il mio lavoro da psicoterapeuta, che svolgo con cura, attenzione e passione all’interno del mio studio, dedicandomi sia agli adulti sia a bambini e adolescenti. L’obiettivo del mio lavoro è quello di offrire alle persone uno spazio protetto, accogliente e non giudicante. Un luogo in cui le persone possano sentirsi libere di portare le proprie emozioni, pensieri ed esperienze per dar loro una voce e un significato nuovo.

Per garantire la massima qualità e un approccio sempre aggiornato alla cura dei miei pazienti, la formazione continua rappresenta un pilastro fondamentale della mia pratica professionale nonché una passione personale. Ecco i principali titoli e specializzazioni che caratterizzano il mio percorso.

Mi sono laureata nel 2012 con il massimo dei voti in Scienze della Mente presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2015 ho svolto un Master sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) presso il centro di formazione LR Psicologia di Milano e un corso di Alta Formazione in “Tecnico di Arte-Terapia nei servizi educativi” con l’Associazione Feyles di Torino. Nel 2020 ho conseguito la specializzazione in psicoterapia cognitiva comportamentale presso l’Istituto Watson di Torino. Successivamente ho conseguito un master in “Disturbi alimentari e obesità”, diverse specializzazioni sulla valutazione e il trattamento del disturbo da attenzione e iperattività (ADHD). Nel 2024 sono diventata istruttrice di mindfulness di primo livello.

Attualmente, l’attività clinica si svolge prevalentemente nel mio studio a Torino. Inoltre, collaboro con diversi centri per l’apprendimento e cooperative sociali che si occupano di età evolutiva, svolgendo attività di Psicoterapia e sostegno psicologico (rivolto a minori e famiglie) e Psicodiagnosi per i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e l’ADHD.

Mi dedico anche alla formazione di docenti e tutor dell’apprendimento sulle tematiche dei Disturbi del Neurosviluppo presso enti e associazioni.

Infine, sono docente del corso di “Psicoterapia e diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento” presso la Scuola di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale Watson.

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