Disturbi DSA nei bambini: sintomi, segnali e quando rivolgersi a uno psicologo

Dislessia, discalculia, disgrafia e disortografia: come riconoscere i Disturbi Specifici dell’Apprendimento e aiutare tuo figlio a scuola e a casa

DSA bambini sintomi

dislessia discalculia bambini

diagnosi DSA psicologo

supporto DSA infanzia

interventi DSA bambini

piano didattico personalizzato DSA

strategie apprendimento DSA

psicologo bambini DSA

difficoltà scolastiche DSA bambini

DSA e rendimento scolastico

genitori e DSA bambini

disturbi apprendimento e autostima

DSA e ansia scolastica

DSA e socializzazione

valutazione DSA infanzia

Come posso aiutare mio figlio con DSA a scuola e a casa?

Come capire se mio figlio ha un DSA e a chi devo rivolgermi?

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono un gruppo eterogeneo di disturbi che si manifestano con difficoltà specifiche nell’acquisire e automatizzare determinate abilità scolastiche, quali la lettura, la scrittura, il calcolo e la comprensione del testo. Queste difficoltà si presentano nonostante un’intelligenza nella norma, adeguate opportunità di apprendimento e l’assenza di problemi sensoriali o neurologici.

Tali criticità possono comportare importanti “fatiche” a livello scolastico (ad esempio, scarso rendimento, difficoltà nell’acquisizione dei contenuti, rifiuto di fare i compiti o di andare a scuola) e possono impattare negativamente sul benessere psicologico, emotivo, sociale e familiare del bambino.

Spesso, le difficoltà nell’acquisizione degli apprendimenti scolastici possono essere erroneamente confuse con scarso impegno o mancanza di esercizio. È fondamentale non sottovalutare questi segnali, soprattutto quando:

  • Sono protratti nel tempo: le difficoltà persistono per un periodo significativo (ad esempio, almeno sei mesi).
  • Sono circoscritti a una o più abilità specifiche: Il problema si manifesta in modo specifico ad esempio nella lettura ad alta voce, nei dettati o nell’esecuzione dei calcoli.
  • Causano disagio significativo: Il bambino manifesta sofferenza emotiva (ad esempio, si rifiuta di leggere o scrivere, ha “crisi” di pianto quando deve ricopiare un testo).


In questi casi, è cruciale rivolgersi a uno specialista con l’obiettivo di definire l’eziologia (l’origine) delle difficoltà del bambino e strutturare il successivo intervento riabilitativo e didattico.

Dott.ssa Martina Valdemarca

Psicologa e Psicoterapeuta

Chiama il numero

Oppure richiedi informazioni

Orari: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19

Quali sono gli indicatori precoci e i segnali d’allarme dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)?

In età prescolare alcuni campanelli d’allarme possono essere:
  • difficoltà a seguire racconti orali, anche se con il supporto di immagini;
  • difficoltà nell’associare il numero alla quantità;
  • difficoltà nel ricordare rime, filastrocche o i giorni della settimana;
  • difficoltà nell’orientamento spazio-temporale;
  • difficoltà a imparare il nome dei colori e i numeri fino al 10;
  • difficoltà nello svolgere giochi più complessi come puzzle o costruzioni più elaborate;
In età scolare, alcuni campanelli d’allarme possono essere rappresentati da:
  • legge molto lentamente rispetto alla media della sua età;
  • confonde lettere simili dal punto di vista grafico (m-n, b-p, q-p, a-e);
  • confonde lettere simili dal punto di vista fonetico articolatorio (t-d, p-b, f-v);
  • salta le righe e/o le parole;
  • commette errori di anticipazione, cioè prova a indovinare la parola prima ancora di averne completato la lettura in tutte le sue componenti;
  • commette errori di omissione, aggiunta, cancellazione o inversione delle lettere;
  • errori frequenti nel copiare da un altro quaderno o dalla lavagna;
  • scrive con una grafia poco leggibile;
  • scrive solo in stampatello e/o ha difficoltà a scrivere in corsivo;
  • scambia lettere graficamente o foneticamente simili (ad esempio b-d, m-n oppure p-b, v-f);
  • aggiunge o omette sillabe, lettere o componenti della parola;
  • non riesce a recuperare i risultati delle tabelline;
  • confonde i simboli matematici (es. + e X);
  • pur mantenendo ottime capacità logiche, non riesce a comprendere la richiesta e lo sviluppo dei problemi matematici;
  • incontra difficoltà nella gestione del foglio e dello spazio (es. non riesce a incolonnare i numeri nelle operazioni);

Hai bisogno di supporto psicologico per aiutare tuo figlio o tua figlia a gestire le difficoltà legate ai DSA?

Com’è strutturato il percorso di valutazione per la diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento.

Il percorso di valutazione diagnostica per i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) è un processo articolato, multidisciplinare e standardizzato che segue precise linee guida stabilite dalla Consensus Conference e dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

L’obiettivo è accertare la presenza di un disturbo, definirne la tipologia e il livello di gravità, e strutturare un intervento personalizzato.

Il percorso si svolge tipicamente in quattro fasi sequenziali:

1. Fase anamnestica e colloqui preliminari

Questa fase è caratterizzata da colloqui approfonditi con i genitori, il bambino e , se necessario, con gli insegnanti. Tali incontri servono per ricostruire la storia evolutiva del bambino (sviluppo motorio, linguistico), la storia scolastica e le metodologie didattiche utilizzate, e l’osservazione del comportamento in classe e a casa. Inoltre, si analizza la documentazione scolastica (quaderni, verifiche) ed eventuali certificazioni mediche precedenti.

2. Valutazione del quoziente di intelligenza e delle funzioni cognitive specifiche:

Questa fase coinvolge esclusivamente il bambino/ragazzo. Vengono somministrate batterie standardizzate per:

  • La misurazione del Quoziente di Intelligenza (QI) (es. WISC-IV/V o WAIS-IV).
  • L’approfondimento delle funzioni cognitive sottostanti ai processi di apprendimento (es. memoria, attenzione, funzioni esecutive, ecc.).

La definizione di un QI nella norma è fondamentale per poter fare diagnosi di DSA (criterio di esclusione). Contestualmente, l’analisi del profilo cognitivo è essenziale per la successiva definizione del metodo di studio più funzionale, degli strumenti compensativi e delle misure dispensative.

3. Valutazione degli apprendimenti scolastici

Questa è la fase centrale, in cui vengono somministrati test standardizzati per misurare le abilità strumentali di lettura, scrittura, calcolo e comprensione del testo. Le prove sono selezionate in base all’età e alla scolarità del bambino/ragazzo e i risultati vengono confrontati con i valori normativi attesi per l’età e la classe frequentata. 

Queste prove possono essere somministrate dal logopedista o da uno psicoterapeuta esperto in diagnosi DSA.

4. Colloquio di restituzione e definizione della diagnosi

In questa fase viene redatto un documento ufficiale che riporta la diagnosi specifica (Dislessia, Disortografia, Disgrafia, Discalculia, o Comorbilità) e fornisce le indicazioni essenziali per la stesura del Piano Didattico Personalizzato (PDP) a scuola. Quanto scritto sulla relazione viene argomentato ai genitori e al bambino e viene svolta una psicoeducazione in merito a quanto emerso.

In questa fase, il prfessionista redige un documento ufficiale (Certificazione Diagnostica) che riporta la diagnosi specifica (Dislessia, Disortografia, Disgrafia, Discalculia, o Comorbilità) e fornite le indicazioni essenziali per la stesura del Piano Didattico Personalizzato (PDP) a scuola. Quanto emerso e scritto nella relazione viene argomentato ai genitori e al bambino. Viene svolta una psicoeducazione in merito al profilo di funzionamento e alle implicazioni del disturbo.

5. L’Intervento post-diagnosi

Una volta ottenuta la diagnosi, il percorso non è volto al termine ma è importante progettare un intervento specialistico. Esso ha lo scopo di:

  • sostenere e potenziare le abilità cognitive risultate deficitarie (es. memoria di lavoro, attenzione, lettura, comprensione del testo), 
  • facilitare l’acquisizione di un metodo di studio funzionale al profilo di funzionamento emerso, 
  • sostenere l’acquisizione e l’uso degli strumenti compensativi 
  • aiutare gli insegnanti a costruire un PDP adeguato alle necessità del ragazzo.

Nel percorso lavoreremo insieme, fornendo a te, come genitore, e a tuo figlio tecniche strategie personalizzate per gestire efficacemente le situazioni che vi creano disagio e migliorare il benessere di tutta la famiglia.

Perchè è importante svolgere la valutazione dei disturbi dell’apprendimento?

Svolgere la valutazione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) è un passo fondamentale che ha implicazioni dirette sul benessere psicologico, sul successo scolastico e sul futuro professionale del bambino o ragazzo.

Benessere emotivo e familiare

Il riconoscimento ufficiale del disturbo ha un impatto profondo sulla sfera psicologica del ragazzo e della sua famiglia. La diagnosi permette di ridurre la frustrazione connessa alle difficoltà quotidiane (ad esempio, la convinzione di non essere abbastanza bravo o intelligente), poiché si comprende che si tratta di un diverso funzionamento e non di un fallimento personale. Ciò aiuta a sostenere l'autostima e il senso di autoefficacia, focalizzandosi sulle proprie abilità e talenti. Inoltre, fornisce ai genitori gli strumenti per comprendere e sostenere il proprio figlio, collaborando efficacemente con la scuola e riducendo i conflitti e l'ansia legata ai compiti.

Riconoscimento ufficiale e diritti

L'ottenimento della Certificazione Diagnostica è cruciale perché consente al ragazzo di accedere ai diritti stabiliti dalla normativa vigente (come la Legge 170/2010), al fine di garantire le pari opportunità educative e il diritto allo studio. Senza tale certificazione, la scuola non può attivare ufficialmente i supporti necessari (Es. durante l’esame di maturità).

Intervento mirato e metodo di studio

La valutazione è cruciale per comprendere il perché della difficoltà e come intervenire in modo efficace. La valutazione, infatti, non comunica solo quale disturbo è presente, ma rivela come funziona il cervello del ragazzo (il suo profilo neuropsicologico). Ciò permette di progettare un intervento logopedico o neuropsicologico mirato a potenziare le abilità deficitarie; e a definire il metodo di studio più funzionale al ragazzo, valorizzando i suoi punti di forza (ad esempio, se ha una buona memoria visiva, si privilegiano mappe e schemi) e compensando le sue fragilità

Chi sono: Dott.ssa Martina Valdemarca.

Sono una psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo comportamentale.

Amo profondamente il mio lavoro da psicoterapeuta, che svolgo con cura, attenzione e passione all’interno del mio studio, dedicandomi sia agli adulti sia a bambini e adolescenti. L’obiettivo del mio lavoro è quello di offrire alle persone uno spazio protetto, accogliente e non giudicante. Un luogo in cui le persone possano sentirsi libere di portare le proprie emozioni, pensieri ed esperienze per dar loro una voce e un significato nuovo.

Per garantire la massima qualità e un approccio sempre aggiornato alla cura dei miei pazienti, la formazione continua rappresenta un pilastro fondamentale della mia pratica professionale nonché una passione personale. Ecco i principali titoli e specializzazioni che caratterizzano il mio percorso.

Mi sono laureata nel 2012 con il massimo dei voti in Scienze della Mente presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2015 ho svolto un Master sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) presso il centro di formazione LR Psicologia di Milano e un corso di Alta Formazione in “Tecnico di Arte-Terapia nei servizi educativi” con l’Associazione Feyles di Torino. Nel 2020 ho conseguito la specializzazione in psicoterapia cognitiva comportamentale presso l’Istituto Watson di Torino. Successivamente ho conseguito un master in “Disturbi alimentari e obesità”, diverse specializzazioni sulla valutazione e il trattamento del disturbo da attenzione e iperattività (ADHD). Nel 2024 sono diventata istruttrice di mindfulness di primo livello.

Attualmente, l’attività clinica si svolge prevalentemente nel mio studio a Torino. Inoltre, collaboro con diversi centri per l’apprendimento e cooperative sociali che si occupano di età evolutiva, svolgendo attività di Psicoterapia e sostegno psicologico (rivolto a minori e famiglie) e Psicodiagnosi per i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e l’ADHD.

Mi dedico anche alla formazione di docenti e tutor dell’apprendimento sulle tematiche dei Disturbi del Neurosviluppo presso enti e associazioni.

Infine, sono docente del corso di “Psicoterapia e diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento” presso la Scuola di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale Watson.

Richiedi subito un supporto specializzato per aiutare tuo figlio o tua figlia a gestire le difficoltà legate ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento.

Chiama il numero

Oppure invia un messaggio