I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono un gruppo eterogeneo di disturbi che si manifestano con difficoltà specifiche nell’acquisire e automatizzare determinate abilità scolastiche, quali la lettura, la scrittura, il calcolo e la comprensione del testo. Queste difficoltà si presentano nonostante un’intelligenza nella norma, adeguate opportunità di apprendimento e l’assenza di problemi sensoriali o neurologici.
Tali criticità possono comportare importanti “fatiche” a livello scolastico (ad esempio, scarso rendimento, difficoltà nell’acquisizione dei contenuti, rifiuto di fare i compiti o di andare a scuola) e possono impattare negativamente sul benessere psicologico, emotivo, sociale e familiare del bambino.
Spesso, le difficoltà nell’acquisizione degli apprendimenti scolastici possono essere erroneamente confuse con scarso impegno o mancanza di esercizio. È fondamentale non sottovalutare questi segnali, soprattutto quando:
In questi casi, è cruciale rivolgersi a uno specialista con l’obiettivo di definire l’eziologia (l’origine) delle difficoltà del bambino e strutturare il successivo intervento riabilitativo e didattico.
Dott.ssa Martina Valdemarca
Il percorso di valutazione diagnostica per i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) è un processo articolato, multidisciplinare e standardizzato che segue precise linee guida stabilite dalla Consensus Conference e dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
L’obiettivo è accertare la presenza di un disturbo, definirne la tipologia e il livello di gravità, e strutturare un intervento personalizzato.
Il percorso si svolge tipicamente in quattro fasi sequenziali:
Questa fase è caratterizzata da colloqui approfonditi con i genitori, il bambino e , se necessario, con gli insegnanti. Tali incontri servono per ricostruire la storia evolutiva del bambino (sviluppo motorio, linguistico), la storia scolastica e le metodologie didattiche utilizzate, e l’osservazione del comportamento in classe e a casa. Inoltre, si analizza la documentazione scolastica (quaderni, verifiche) ed eventuali certificazioni mediche precedenti.
Questa fase coinvolge esclusivamente il bambino/ragazzo. Vengono somministrate batterie standardizzate per:
La definizione di un QI nella norma è fondamentale per poter fare diagnosi di DSA (criterio di esclusione). Contestualmente, l’analisi del profilo cognitivo è essenziale per la successiva definizione del metodo di studio più funzionale, degli strumenti compensativi e delle misure dispensative.
Questa è la fase centrale, in cui vengono somministrati test standardizzati per misurare le abilità strumentali di lettura, scrittura, calcolo e comprensione del testo. Le prove sono selezionate in base all’età e alla scolarità del bambino/ragazzo e i risultati vengono confrontati con i valori normativi attesi per l’età e la classe frequentata.
Queste prove possono essere somministrate dal logopedista o da uno psicoterapeuta esperto in diagnosi DSA.
In questa fase viene redatto un documento ufficiale che riporta la diagnosi specifica (Dislessia, Disortografia, Disgrafia, Discalculia, o Comorbilità) e fornisce le indicazioni essenziali per la stesura del Piano Didattico Personalizzato (PDP) a scuola. Quanto scritto sulla relazione viene argomentato ai genitori e al bambino e viene svolta una psicoeducazione in merito a quanto emerso.
In questa fase, il prfessionista redige un documento ufficiale (Certificazione Diagnostica) che riporta la diagnosi specifica (Dislessia, Disortografia, Disgrafia, Discalculia, o Comorbilità) e fornite le indicazioni essenziali per la stesura del Piano Didattico Personalizzato (PDP) a scuola. Quanto emerso e scritto nella relazione viene argomentato ai genitori e al bambino. Viene svolta una psicoeducazione in merito al profilo di funzionamento e alle implicazioni del disturbo.
Una volta ottenuta la diagnosi, il percorso non è volto al termine ma è importante progettare un intervento specialistico. Esso ha lo scopo di:
Svolgere la valutazione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) è un passo fondamentale che ha implicazioni dirette sul benessere psicologico, sul successo scolastico e sul futuro professionale del bambino o ragazzo.
Il riconoscimento ufficiale del disturbo ha un impatto profondo sulla sfera psicologica del ragazzo e della sua famiglia. La diagnosi permette di ridurre la frustrazione connessa alle difficoltà quotidiane (ad esempio, la convinzione di non essere abbastanza bravo o intelligente), poiché si comprende che si tratta di un diverso funzionamento e non di un fallimento personale. Ciò aiuta a sostenere l'autostima e il senso di autoefficacia, focalizzandosi sulle proprie abilità e talenti. Inoltre, fornisce ai genitori gli strumenti per comprendere e sostenere il proprio figlio, collaborando efficacemente con la scuola e riducendo i conflitti e l'ansia legata ai compiti.
L'ottenimento della Certificazione Diagnostica è cruciale perché consente al ragazzo di accedere ai diritti stabiliti dalla normativa vigente (come la Legge 170/2010), al fine di garantire le pari opportunità educative e il diritto allo studio. Senza tale certificazione, la scuola non può attivare ufficialmente i supporti necessari (Es. durante l’esame di maturità).
La valutazione è cruciale per comprendere il perché della difficoltà e come intervenire in modo efficace. La valutazione, infatti, non comunica solo quale disturbo è presente, ma rivela come funziona il cervello del ragazzo (il suo profilo neuropsicologico). Ciò permette di progettare un intervento logopedico o neuropsicologico mirato a potenziare le abilità deficitarie; e a definire il metodo di studio più funzionale al ragazzo, valorizzando i suoi punti di forza (ad esempio, se ha una buona memoria visiva, si privilegiano mappe e schemi) e compensando le sue fragilità
Amo profondamente il mio lavoro da psicoterapeuta, che svolgo con cura, attenzione e passione all’interno del mio studio, dedicandomi sia agli adulti sia a bambini e adolescenti. L’obiettivo del mio lavoro è quello di offrire alle persone uno spazio protetto, accogliente e non giudicante. Un luogo in cui le persone possano sentirsi libere di portare le proprie emozioni, pensieri ed esperienze per dar loro una voce e un significato nuovo.
Per garantire la massima qualità e un approccio sempre aggiornato alla cura dei miei pazienti, la formazione continua rappresenta un pilastro fondamentale della mia pratica professionale nonché una passione personale. Ecco i principali titoli e specializzazioni che caratterizzano il mio percorso.
Mi sono laureata nel 2012 con il massimo dei voti in Scienze della Mente presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2015 ho svolto un Master sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) presso il centro di formazione LR Psicologia di Milano e un corso di Alta Formazione in “Tecnico di Arte-Terapia nei servizi educativi” con l’Associazione Feyles di Torino. Nel 2020 ho conseguito la specializzazione in psicoterapia cognitiva comportamentale presso l’Istituto Watson di Torino. Successivamente ho conseguito un master in “Disturbi alimentari e obesità”, diverse specializzazioni sulla valutazione e il trattamento del disturbo da attenzione e iperattività (ADHD). Nel 2024 sono diventata istruttrice di mindfulness di primo livello.
Attualmente, l’attività clinica si svolge prevalentemente nel mio studio a Torino. Inoltre, collaboro con diversi centri per l’apprendimento e cooperative sociali che si occupano di età evolutiva, svolgendo attività di Psicoterapia e sostegno psicologico (rivolto a minori e famiglie) e Psicodiagnosi per i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e l’ADHD.
Mi dedico anche alla formazione di docenti e tutor dell’apprendimento sulle tematiche dei Disturbi del Neurosviluppo presso enti e associazioni.
Infine, sono docente del corso di “Psicoterapia e diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento” presso la Scuola di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale Watson.
